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Speciale Sesso felice

 







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D.ssa Emmanuelle Armani?


 

Si sa che gli uomini amano gli spogliarelli. La maggior parte di loro, però, non osa chiederli alle compagne, e quelli che lo fanno hanno spesso in risposta un imbarazzato silenzio, oppure sporadici tentativi giocosi, magari allegri, ma sempre un po' goffi. Teresa, 39 anni, sposata da quindici con Tommaso, 45, ha reagito diversamente al timido desiderio di lui. L'idea è nata per caso una sera: la coppia si era trovata ad assistere a uno spogliarello in una discoteca, e Teresa aveva notato l'effetto che la performance aveva prodotto sul marito. Anziché ingelosirsi, aveva concluso seraficamente che, dal momento che il suo corpo poteva tranquillamente competere con quello della ragazza del locale, avrebbe provato a imitarla. Per lui, solo per lui.

I suoi primi tentativi, però, non sono stati diversi da quelli di tutte le casalinghe del mondo. Teresa cercava di muoversi con grazia, magari anche di danzare (aveva studiato danza jazz qualche anno prima). Il marito gradiva, ma lei si accorgeva di non riuscire a stravolgerlo, a fargli perdere davvero la testa.

Piano piano capì: non doveva curare l'estetica, o cercare d'indovinare i gusti di lui. Doveva piuttosto concentrarsi su se stessa, e cercare di vivere il suo esibizionismo, la sua stessa fantasia di allestire una performance erotica per lui. Doveva assolutamente allentare i propri freni inibitori, e darsi allo «spettacolo» con generosità, esagerando, curando più l'entusiasmo dell'estetica.

Ci volle coraggio, ma il risultato riuscì perfettamente una sera che si presentò con un vestito super sexy, capelli cotonatissimi, trucco sgargiante, un sacco di gioielli (l'immagine le era apparsa molte volte nelle sue fantasie, ma le ci era voluto del fegato per tirarla fuori). Superando ogni paura, Teresa ballò, si dimenò, si spogliò per il suo pubblico. Fu allusiva, poi provocante, poi sfrontata. Non si risparmiò. E fu un successo.

Da allora, Teresa varia quasi ogni volta l'abito di partenza (una volta severa manager, l'altra liceale ingenua, un'altra ancora donna di mondo, e così via); e, ovviamente, cura tutti gli strati intermedi e intimi del suo abbigliamento. Ma fa attenzione anche alla scenografia del «palco», che ha allestito nello spazioso ingresso di casa loro (davanti a un enorme specchio, perché il marito possa avere una visione completa), agli accessori (cappelli, veli, corde, cinture), agli oggetti di scena (sedie su cui sedersi a cavalcioni o nelle pose copiate dalle dive del cinema, panchette da cui salire e scendere, sgabelli, séparé da cui apparire e sparire, e così via) e ovviamente alla musica. Anche il rapporto con il «pubblico» varia: a volte il marito si comporta come un ragazzo in soggezione e guarda in silenzio (e sarà lei poi a scendere dal palco per portarlo in camera da letto), altre volte sarà come un ricco signore navigato che la guarderà con occhio critico e che solo alla fine concederà la sua ammirazione, altre volte ancora sarà come un fan scatenato che non le lascerà concludere la performance per «aggredirla» e farla sua.







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