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Speciale Sesso felice

 








 

Questo è uno dei moltissimi giochi in cui c'è una persona che inizia un'altra al sesso. Depositaria dei segreti dell'eros civilizzato, Daniela ha la possibilità di una seduzione tutta giocata sulla malizia e sui doppi sensi, che sarebbe assolutamente scorretta nel caso improbabile che questa situazione fosse reale.

Poiché si tratta di un gioco, d'altra parte, la donna ha pienamente la possibilità di usare tutta la sua sensualità e di confondere il povero «selvaggio», suscitando in lui desideri che sarà poi lei a decidere se, quando e come soddisfare. Ma il sale del gioco è nel fatto che il selvaggio, pur impreparato dal punto di vista culturale, non è uno studente inerme: se la donna esagera a stuzzicarlo, può diventare aggressivo e prendere il sopravvento. Dunque questo gioco piace alle donne attive, che hanno voglia di usare la propria fantasia e malizia, che sanno recitare anche con un pizzico di cattiveria, che si divertono anche in una situazione in cui il loro dominio non è incontrastato, e in cui l'equilibrio dei poteri può anche mutare improvvisamente.

Anche se non sempre è possibile giocare in un bosco sperduto, che sarebbe l'ambientazione ideale, la natura, intesa almeno come principio ispiratore, è molto presente. Anche se si tratta di una recita, è bello e rinfrescante per entrambi i partner giocare a ritrovare un'innocenza primigenia. Quando se da un lato lei si diverte a «corrompere» e a «macchiare» il candore di lui, dall'altro riconosce che questo candore istintuale è più forte, e più attraente di tutti i trucchi della civiltà. È dunque l'occasione per uscire dagli schemi, lasciare andare un po' di senso di colpa e provare a misurarsi anche con la propria parte più animale, usando di più l'olfatto, il gusto, il tatto, e lasciando perdere i dialoghi, tanto spesso fuorvianti. Qui le parole di lei restano sempre senza risposta verbale: o suscitano una reazione istintuale, o cadono nel vuoto. Una grande lezione psicologica, in fondo.

Anche l'dea che lei per lui sia la prima donna (e in qualche modo l'unica del suo universo) non solo è gratificante per lei, ma è anche una metafora di quella concentrazione e di quell'animo nuovo, pulito, che sempre sarebbero richiesti agli amanti. In qualche modo, per lui, lei è una dea, l'essenza della femminilità. E lui anche è un dio, il dio selvatico dei boschi, il dio della mascolinità incorrotta e profondamente innocente. C'è da stupirsi che questa coppia ami tanto il gioco che ha inventato?







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