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Speciale Sesso felice

 







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D.ssa Emmanuelle Armani?


 

Come si comporterebbe in un salotto Mowgli, il figlio della giungla, un ragazzino abbandonato da piccolo e cresciuto dai lupi? Certo non avrebbe buone maniere, non saprebbe stare a tavola, si appollaierebbe sui braccioli delle poltrone anziché sedersi correttamente, e così via. Ma ci si può anche chiedere quale sarebbe la sua reazione alla vista di una donna: incantata ed estatica, come quella del Mowgli dei cartoni animati Disney, quando vede alla fonte una ragazzina della sua stessa età e dallo sguardo soave? Oppure sarebbe più aggressivo, quasi spaventato? O la sua eccitazione sessuale sarebbe più evidente?

Le coppie che vogliono giocare all'eterno gioco dell'ingenuo che prende lezioni di erotismo possono copiare questo gioco inventato da Daniela e da Fabrizio (35 e 39 anni), che si basa appunto sulla tematica del buon selvaggio.

L'idea è venuta a lui, velista solitario, amante del trekking in posti sperduti, sempre reduce da lunghi viaggi in cui sta settimane senza vedere una donna. Nelle sue lunghe passeggiate a contatto della natura, si è chiesto tante volte: come sarebbe stato crescere lontano dagli umani, vivere totalmente libero, a contatto con la natura selvaggia che, ne è sicuro, giace sopita anche nell'uomo più civilizzato? Aveva concluso che il suo spirito sarebbe stato più libero, ma che il sesso gli sarebbe mancato. A meno che, in una capanna nel bosco, non avesse incontrato qualcuno. Per esempio, una giovane etologa, intenta a studiare anche lei la giungla (ma anche una delle foreste italiane) e inconsapevole dello sguardo di lui.

È diventata la loro sceneggiatura preferita. La praticano qualche volta anche a casa (ma che sforzo di fantasia!), più spesso però si concedono un weekend di campeggio in un bosco, non lontano dal posto in cui lui, durante un'escursione, aveva adocchiato una certa capanna abbandonata.

Complice il bosco fresco e invitante, si calano subito tutti e due perfettamente nel ruolo. Lei si chiude al mattino nella capanna, con i suoi libri e i suoi appunti, come una vera ricercatrice. Lui arriva di soppiatto, e immagina di essere l'uomo della giungla, di non avere mai visto una donna. L'incontro è ovviamente senza parole (chi mai avrebbe potuto insegnare l'italiano a un selvaggio?), e non segue un copione prestabilito. Lui mostra la curiosità per quest'essere misterioso che gli si para davanti: allunga una mano, tra timore e curiosità, e le tocca il seno come se non l'avesse mai visto, poi le labbra, poi scende di nuovo ad accarezzarle i fianchi.

Lei finge d'insegnargli, come mossa da un interesse scientifico: «Questo si chiama seno, queste sono le labbra». Lui allunga le mani, sempre recitando un misto di timore e irriverente curiosità. Lei prosegue: «Le labbra servono per parlare. Ma anche per baciare». Qualche volta, al colmo della generosità e dell'abnegazione scientifica, dà una dimostrazione pratica al suo selvaggio.

Lui, dal canto suo, ricevuto un dito, si prende la mano; se lei gli porge un seno da accarezzare («Questi sono i seni. Servono per allattare i bambini e per divertirsi con i grandi») magari non lo molla più, e ci si attacca furiosamente, proprio come avrebbe fatto un buon selvaggio. Compreso nel suo ruolo, non potendo parlare, usa gli occhi, le mani, l'olfatto, annusando la donna dappertutto, e poi toccandola, leccandola, a volte mordendola (dolcemente, ma con insistenza), assaggiando il suo corpo con l'innocenza, e nello stesso tempo con la fame atavica, di una creatura realmente cresciuta nei boschi. Lei guida il gioco, insegnando e decidendo quanta malizia mettere nel suo insegnamento. Ma poi lui prende il sopravvento, forte di un'istintualità che gli viene dal personaggio, e che interpreta benissimo: diventa prepotente, finge quasi di spaventarla, ricordandole che con gli esseri selvaggi c'è poco da scherzare. A volte la trascina fuori, quasi di forza, la porta nei suoi nascondigli preferiti, e fa l'amore con lei lì, tra le piante folte. Altre volte rimane buono nella capanna, a guardarla con gli occhi spalancati, sino a che lei riprende le sue lezioni e, commossa dai suoi progressi, decide di insegnargli anche, sino in fondo, come una donna civilizzata vuol essere amata.






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