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Speciale Sesso felice

 










 

Quella del capo e della segretaria è una fantasia molto comune. Diversi studi hanno appurato che negli ambienti di lavoro circola un'energia fattiva e operativa che non di rado sfocia in energia libidica. Quest'energia può provocare delle storie tra colleghi, ma anche, molto facilmente, può far nascere dei desideri «proibiti» verso i capi, per le donne, e verso le dipendenti, per gli uomini. Accade anche il contrario (un esempio è nel film Rivelazioni, come Michael Douglas e Demi Moore), ma un po' meno di frequente, e quindi è più facile che l'immaginario giochi con il più comune schema superiore-uomo e segretaria-donna.

Secondo la tradizione, dunque, il capo è un uomo fascinoso e potente (almeno rispetto a lei), amato (il fatto stesso che lei lo accudisca, scrivendogli le lettere e ricordandogli gli appuntamenti, fa scattare nelle donne un senso di oblatività materna che viene ben presto erotizzato).

Insomma, il gioco è tra un Dominate e una Dominata, anche se questi ruoli sono giocati in modo non troppo evidente. Non c'è per lei costrizione fisica, né un vero ricatto psicologico che le imponga di obbedire. Lui fa leva sull'autorità del superiore, sul fatto di risvegliare in lei dei fantasmi archetipici (per alcune donne, il capo è una controfigura del padre, o di un insegnante molto amato nell'adolescenza: ecco spiegato il perché del potere erotico di questa fantasia anche in donne che non lavorano a contatto con uomini).

Lei vive l'ambiguità di dover obbedire, senza essere però sotto minaccia: anche se è lui a condurre il gioco, lei è complice di quel che accade. Dunque non assume l'iniziativa, ma accetta una parte di responsabilità... E il fatto di essere complice di una storia trasgressiva (non si va a letto con il capo, è contrario all'etica del lavoro, all'educazione di una brava ragazza) ha anch'esso un notevole potere di eccitazione.

Ed è infine eccitante anche andare contro a tutte le regole del femminismo.

Lei sa di essere trattata come una «donna-oggetto»: il capo è attratto dalle sue curve, dalla sua minigonna rossa, dalla biancheria provocante, non certo da chissà quale fascino intellettuale. La donna in questa fantasia impersona dunque quella parte di sé, probabilmente di solito negata e mortificata, che punta a una seduzione casereccia, fatta di contatti, sfioramenti, accettazione di gesti volgari, coma una palpata sul sedere, come una mano che fruga distratta mentre il suo padrone fa altro: con ogni probabilità Lucia soffrirebbe moltissimo di questo nella vita di tutti i giorni, ma nello spazio di una fantasia, si sa, l'immaginario a volte premia chi cambia le regole... E allora persino una moglie solitamente raffinata e intellettuale può trovare un gusto estremo in questa fantasia.

Lui, dal canto suo, si permette un atteggiamento di comando molto facile e piacevole. Non deve prendersi la responsabilità di «violentare», sia pure in recita, una donna riottosa. Deve solo approfittare della sua posizione di comando e dello sguardo adorante di lei, e prendere finalmente quello che nella realtà tante volte ha sognato e gli è sfuggito, con il gusto di recitare qualcosa di molto poco politically correct, senza i sensi di colpa del commettere davvero un sopruso verso una dipendente e un'infedeltà verso la moglie...




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