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Speciale Sesso felice

 







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D.ssa Emmanuelle Armani?


 

Quante volte si dice, parlando di una bella donna che ha fatto una carriera fulminante: «Chissà da quanti letti è passata»? È un'affermazione scorretta e antifemminista, perché non è affatto detto che una bella donna debba per forza aver messo la sua sessualità al servizio della propria ambizione. Ma se parliamo di sceneggiate erotiche, allora tutto è diverso. Abbiamo imparato ormai che l'immaginario non è quasi mai politically correct: e allora può capitare che a un uomo e a una donna piaccia giocare a un'interazione scorretta, sceneggiando un gioco di potere e di ricatto: sesso, per poter fare carriera, per esempio al cinema. È un po' un'evoluzione del gioco della segretaria (vedi volume II), ma qui le dinamiche psicologiche si fanno più spinte. Brunella e Giorgio, lei una splendida donna di 28 anni, lui un bell'uomo quarantenne, ogni tanto provano a sceneggiare in casa ciò che, nella realtà esterna, non farebbero mai.

Lo spunto per i ruoli viene dalla vita di lui: Giorgio è direttore della fotografia in molte produzioni cinematografiche e televisive. Accade raramente che le giovani starlette in cerca di gloria si rivolgano a lui, uomo schivo e non nella posizione giusta, per ottenere segnalazioni e parti importanti. Però Giorgio è spettatore di tante cose che accadono nel mondo dello spettacolo. Per fortuna non parla, e usa questo materiale solo come spunto per le proprie fantasie. In prima persona non forzerebbe mai la volontà di una donna, ma se si tratta di un gioco... Brunella è impiegata in una grande compagnia telefonica: il suo lavoro le piace, la gloria dei media non le interessa, però ha il phisique du rôle, e la giovinezza per recitare bene. Il copione è presto detto: lei recita la parte della giovane disposta a tutto pur di passare a un provino, lui si cala nei panni del produttore licenzioso e scorretto.

Gli stereotipi non infastidiscono questa coppia, che, anzi, ne riconosce il potere di eccitazione: e allora lui in omaggio al più trito cliché indosserà una camicia sgargiante, e terrà un sigaro (spento) in bocca. Più il suo personaggio appare ricco, potente e volgare, più Giorgio è contento. Brunella deve mostrarsi giovane, ingenua e sexy nello stesso tempo: la classica ragazzina disposta a tutto pur di apparire, e incapace di valutare le conseguenze delle proprie azioni. L'incontro è nel salotto di casa di Giorgio, la sera concordata. Lui ha davanti una bottiglia di whisky, ha appoggiato sul tavolino macchina fotografica e una telecamera, e portato per ogni evenienza nella stanza una luce forte, in grado di illuminare eventuali riprese. Lei entra, gli porge una manina titubante, siede composta in una poltrona.

Lui comincia a interrogarla: quanti anni hai, cosa hai studiato, cosa ti piacerebbe fare. Le si rivolge con sicurezza, quasi con arroganza, specie quando le domande iniziano a farsi più intime. Le chiede se ha il ragazzo, se questi la sa soddisfare, se sa che nell'ambiente del cinema e della tv ci sono uomini che potrebbero sedurla. La incalza con le sue domande, cerca di metterla in imbarazzo, di far pesare il ricatto che presto le farà: se vuole la parte, deve accontentarlo. In tutto. Brunella si cala perfettamente nel personaggio, è smarrita dal fuoco di fila di interrogativi, cerca di difendersi un po' a parole, si contraddice, si imbarazza, finisce quasi per credere alla sua finzione. Sa che cederà. In quei momenti si sente quasi una bambina sprovveduta e un po' plagiata, ma la volgarità di lui l'affascina, così come il suo potere: è come se fosse ipnotizzata da un grosso serpente. E dunque accetta di obbedire ai suoi ordini, e di farsi scattare delle foto: si mette in posa, prima con una spallina abbassata, poi con la gonna alzata, via via in pose sempre più esplicite, per «dimostrare di aver un bel corpo, e di sapere posare».

L'uomo la incalza, non le dà tregua, la fa spogliare completamente, la fa mettere in pose sempre più imbarazzanti, scatta e commenta, i suoi seni, le sue gambe, il suo sedere. Lui la domina con la sua personalità, lei è affascinata e orripilata insieme. Quando poi lui le chiede di avvicinarsi, inizia a toccarla, le sembra veramente che un grasso orribile produttore le stia mettendo le mani addosso, in cambio di una sua «colpevole» complicità. L'idea, misteri dell'immaginario, la eccita sempre di più, vuole che lui sia ancora più volgare, ancora più scorretto, ancora più mascalzone. La scena finisce nel lettone di lui, con un rapporto molto focoso. E ogni volta, alla fine, si abbracciano come risvegliati da un sogno, e si dicono che è bello ritrovarsi, e che sono felici, felicissimi, che lei non voglia lavorare nel cinema e nella tv...




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