Ah, il fascino della divisa... Ci sono persone che di fronte a rappresentanti delle forze dell'ordine si sentono a disagio, come se avessero commesso chissà quale infrazione, e si aspettassero di essere punite. Ce ne sono altre che, alla vista di una divisa, si sentono in qualche modo invece rassicurate, come se il mondo intorno a loro fosse debitamente sorvegliato da chi di dovere. E infine ci sono persone (donne, il più delle volte, ma non sempre) che trovano le divise particolarmente sexy e invoglianti...
Persone come Tania, 28 anni, che sussulta ogni volta che passa un soldato, un carabiniere, un vigile, e così via... Per lei queste figure sono un invito alla trasgressione: desidera denudare gli esseri umani che se ne stanno comodamente protetti dentro quegli abiti-uniforme come in una corazza, provocando in loro una reazione che ne sveli l'umanità (e la mascolinità).
E nello stesso tempo la eccita l'idea che loro possano in qualche modo dominarla, costringere la sua libertà, forzarla, rimproverarla e così via.
Paolo (35 anni), il suo uomo, non ha tardato ad accorgersi di questa particolarità. Detto fatto: ha chiesto a un amico poliziotto come poteva procurarsi una divisa, ha comprato in un sex shop (era la prima volta che ci metteva piede) un paio di lucenti manette, e un bel giorno le ha proposto un gioco che è diventato presto il loro preferito...
Sarebbe divertente per tutti e due che l'incontro potesse avvenire per strada, magari mentre lei scende dalla sua fiammante auto rossa: allora lui si avvicinerebbe, e la fermerebbe, burbero, con la scusa di un controllo. Poi fingerebbe di trovare in macchina qualcosa di compromettente, per esempio il suo bambolotto da auto che inventerebbe lui a ruota libera potrebbe essere imbottito di droga pericolosa. Deve arrestarla, non ci sono alternative.
Questa parte della scena non è ovviamente possibile recitarla in strada: quando ci hanno provato, alcuni passanti si sono avvicinati, incuriositi.
Allora la sceneggiano in casa, fingendo che il bel divano rosso di lei sia la sua auto, con uno sforzo di fantasia. Oppure variano l'inizio: lui entra in casa, con un mandato di perquisizione. E trova il solito bambolotto, eccetera eccetera. La conseguenza è chiara: lui deve arrestarla. Tania a malapena trattiene l'eccitazione quando lui, sfiorandole il corpo con il suo, così sexy nella divisa, la blocca contro il muro e le mette i polsi dietro la schiena, facendo scattare le manette.
Poi la sospinge con finta brutalità nel corridoio. Nella vita, i poliziotti trascinano le persone fermate in prigione, e quando si prendono qualche libertà c'è davvero di che preoccuparsi... Ma qui siamo nella fantasia, e Tania può aspettarsi il meglio. Finge di piagnucolare: «Signor poliziotto, mi perdoni. Non mi porti in prigione, ho paura». «Non cercare di corrompermi», tiene duro lui. «Ma ci sarà un modo di mettersi d'accordo...», lo provoca lei, spingendo il seno in fuori. Vanno avanti per un po', sinché lui si lascia convincere, e la porta in camera da letto. La fa sedere su una sedia, sempre con i polsi legati. «Vediamo, se sarai molto carina con me potrei chiudere un occhio...», dice lui, e le sbottona la camicetta, lasciandola lì, con il seno scoperto, mentre pensa a come lei possa «essere carina» con lui. E magari inizia un interrogatorio, un po' aggressivo ma molto sexy: le piazza in faccia una luce, e la tempesta di domande a raffica, che dalle «abitudini di corriere della droga» di lei passano a indagare le sue ultime imprese erotiche e i suoi più segreti desideri.
A volte le dice: «Vediamo cosa sai fare», e lascia che lei, sempre con i polsi legati e svestita sommariamente, si guadagni i suoi favori strusciandosi contro di lui. Altre volte le chiede prestazioni di sesso orale. Oppure le toglie le manette solo per spogliarla, e poi gliele rimette (non è difficile, perché una Tania eccitatissima non penserebbe mai di approfittare di quel momento per «scappare»). Allora fanno l'amore, ma lei vuole che lui si spogli solo in parte, e che conservi almeno qualche indumento di quella divisa che tanto le piace.

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