Si tratta di un gioco inventato da una coppia di insegnanti di tantra, Elmar e Michaela Zadra, durante uno dei loro seminari. Erano presenti molti giornalisti, e i due coniugi volevano proporre un esercizio che fosse un omaggio alla professione. Per puro caso ne è scaturito un gioco erotico piacevolissimo in sé, e utile da usare come preludio ad altre avventure, perché fornisce una serie d'informazioni preziosissime.
Come tanti giochi, è una sceneggiata, e funziona se ci si cala con entusiasmo nel ruolo. Nella versione-base, lei è una grande star, lui un fotoreporter, un insistente paparazzo.
L'idea è piaciuta molto a Saverio, 45 anni (che fa effettivamente il giornalista, nella vita reale è un cronista di nera) e alla sua compagna, Daniela, 35 anni, che lo hanno messo in pratica più volte, con risultati sempre migliori.
Come al solito, si tratta di lasciare briglia sciolta alla fantasia: e allora lei, grande star, sarà vestita benissimo, in modo anche eccentrico e vistoso, se immagina di essere fermata all'uscita di un luogo pubblico. Oppure si presenterà con estrema semplicità, jeans e maglietta, con un trucco leggero e raffinato, come fanno a volte le attrici quando si riposano e concedono le interviste nei momenti di relax. In questo caso, però, lei indosserà almeno all'inizio del gioco due enormi occhiali scuri... Psicologicamente, si preparerà a sentirsi bellissima, ammirata, importante.
Lui, dal canto suo, potrà essere un giornalista raffinato (con l'abbigliamento corrispondente), oppure un pararazzo più scalcinato.
Può doversi guadagnare, con suppliche e lusinghe, la sua intervista, o fingere invece di avere già un appuntamento fissato dal giornale, cosa che gli dà una sorta di diritto a essere più entrante e impertinente.
Ma le interviste si svolgono in luoghi tranquilli: le hall degli alberghi, spesso. Oppure... Quante volte i giornalisti avranno fantasticato di riuscire a portare la bella donna nella sua suite, per parlare più tranquilli?
E così Saverio ben presto convince la grande star Danielle (lei preferisce un alter ego francese, per l'occasione) che, vista la natura intima e impertinente delle domande, sarebbe meglio un posto più raccolto.
Dunque eccoli seduti in un angolino, preparato per l'occasione, del salotto o meglio ancora della camera da letto: luci soffuse, un tavolino con qualcosa da bere, una grande poltrona nella quale lei possa sprofondare languidamente mentre racconta e rievoca scene del passato...
Lui ha il suo bloc notes, e mette in bella vista le sue macchine fotografiche: forse convincerà la diva a farsi ritrarre, e in ogni caso fanno atmosfera.
L'intervista ha inizio. Le prime domande sono più generiche: «Qual è stato il suo ultimo successo? Che cosa prova a sentirsi una grande star?». Ben presto, però, si scivola più sul privato: «Cos'è per lei l'amore? Cosa deve fare un uomo per attrarla?». Lui appunta le frasi, velocemente.
In questa fase sta a lui guidare il gioco, deve stringere la donna in una morsa di domande, far sì che si lasci andare, che riveli qualche segreto scottante.
Le domande si fanno più incalzanti e intime. «Ci riveli una sua fantasia intima. Con chi vorrebbe recitarla?». «Ama il sesso? E cosa preferisce durante l'amore?».
Qui il realismo della scena naturalmente viene meno: una vera diva non risponderebbe. Ma se lui è bravo, e arriva con logica e gradualità a questo momento, il salto non si avverte troppo. Lei, deliziata dall'intervista, dal piacere di raccontarsi, risponde, quasi sempre. Se qualche domanda la urta, le fa fare il broncio («No, questo è troppo intimo. Non dirò niente»), quella successiva, formulata meglio, la sedurrà: «Le piace il suo corpo? Lo tocca mai? Come le piace accarezzarlo? Sotto la doccia, a letto? Cosa pensa in quei momenti?».
E poi ci sono le curiosità più morbose: «A quanti anni ha fatto l'amore la prima volta? Lui com'era? Cosa le ha fatto? Cosa, esattamente? Mi indichi il punto preciso. Dove eravate? E lei come reagiva? Le piaceva?». E poi ancora: «Ha mai fatto l'amore con uno sconosciuto? Cosa vorrebbe che accadesse?».
Lei, è ovvio, può mentire, inventare, esagerare, negare, sminuire. Inventa via via un personaggio, di donna bellissima e desiderata, e ci si cala il più possibile, racconta un passato peccaminoso, si diverte a pronunciare paroloni, a confessare avventure che sono state solo delle fantasie.
Lascia che lui la spinga al limite dell'imbarazzo, chiedendole sempre più particolari, finge di svicolare e poi confessa, liberandosi: tanto, non è detto che sia la verità. Ma intanto l'atmosfera si è fatta già satura di fantasie e continuare è una bazzecola: il paparazzo può sedurre la star, o lei, improvvisamente stanca, può dire di volere «salire in camera, andare a letto». Lì, è ovvio, l'aspetta il suo uomo (sempre Saverio, in un rapido cambio di personaggio) che saprà darle tutto quello che lei (o il suo alter ego ) ha detto di desiderare.