Il gioco del dottore è uno dei primi che si praticano da bambini, quando si è curiosi del corpo dei coetanei dell'altro sesso. Il fatto di esplorarsi allora è sostenuto da una curiosità senza fine, ed è forse una parte della stessa curiosità per il «mistero» dei genitali del partner che spinge anche nell'età adulta uomini e donne (che pure hanno visto innumerevoli corpi nudi) a incantarsi nel momento dell'esplorazione.
Roberto e Gaia hanno inventato una versione molto spinta, e nello stesso tempo dolce, del gioco del ginecologo. L'idea del dottore che visita la sua bella può essere infatti declinata in tanti modi: ironico, dominante, tecnico e così via...
Ognuno sceglie i dettagli e lo stile che preferisce. Questa coppia non si nega nulla (la visita è completa e accurata, e qualche volta comprende anche un'ispezione anale), ma condisce il tutto con estrema dolcezza, e mette così in evidenza un aspetto di questo gioco che qualche volta resta un po' sottaciuto: l'offerta generosa del corpo di lei, il consegnarsi con fiducia nelle mani del partner.
La donna infatti in questo gioco non è legata, ma il fatto stesso di essere sistemata su un lettino con le gambe sulle staffe la mette in posizione di grande vulnerabilità. I suoi genitali esposti, tra le gambe aperte, provocano in lui e in lei un impatto molto forte: ci sono donne che non si sono mai mostrate così ai propri mariti. Qui c'è offerta totale: non è la nudità di chi si propone in una posizione studiata e seducente, ma il darsi di chi non ha paura di farsi conoscere sino in fondo, fisicamente ma (il corpo è un simbolo!) anche psicologicamente.
(Per questo motivo, è possibile che una donna abbia qualche difficoltà iniziale ad assumere tale posizione. Non bisogna ovviamente mai forzarla: se anche lei aspira ad arrivare a una totale intimità, le basterà un po' di tempo, senza pressione, per desiderare aprirsi del tutto).
In questa fiction, dunque, lei si abbandona nelle mani di lui, e tutto quello che deve fare è aprire il suo corpo, donarlo senza contratture e resistenze.
Lui guida il gioco, ne è il regista e lo sceneggiatore, orchestra i suoi desideri ovviamente tenendo conto di quelli di lei, perché il tutto sia piacevole per entrambi. Può usare più o meno, a seconda del gusto, l'autorità del suo ruolo, che comunque è sempre presente, simboleggiata dal camice, dallo studio, da tutta l'ambientazione.
Un'avvertenza: va bene l'ignoranza in medicina, ma se si vuole giocare al ginecologo bisogna avere almeno qualche nozione di igiene. Guanti e strumenti devono essere sterili, o meglio ancora «usa e getta». Se si usa uno speculum, va maneggiato con estrema cautela e lentezza, dando a lei il tempo di dire se qualcosa le fa male o no (attenzione a non inserirlo troppo profondamente, e a non divaricarlo eccessivamente). Se si incontrano problemi, meglio lasciar correre: il gioco non perde nulla (e forse acquista qualcosa) se la «visita» viene fatta con le dita! Se si fa un'ispezione anale (sempre con le dita, ben lubrificate), va fatta con guanti diversi da quelli usati prima: mai inserire in vagina le dita che sono state nell'ano. I guanti vanno sostituiti, le mani lavate accuratamente e disinfettate, pena il rischio di spiacevolissime infezioni vaginali (che priverebbero tra l'altro, per un bel po' di tempo, del piacere del sesso).
Il gioco si può fare ovviamente anche a ruoli invertiti: in questo caso, lui è il paziente e lei una maliziosissima urologa/androloga.