Il gioco del gigolò risveglia sentimenti inaspettati negli uomini che decidono di provarlo. Come Davide, molti uomini ogni tanto si baloccano con la fantasia di come potrebbe essere farsi «comprare» da una donna danarosa. Se infatti in passato a richiedere i servizi di questa figura erano signore benestanti ma piuttosto anziane, quelle che non avevano alternative, oggi, specialmente in America ma qualche volta anche qui da noi in Italia, i gigolò vengono assoldati anche da seducenti donne in carriera, così a corto di tempo da non potersi permettere lunghi corteggiamenti e schermaglie ogni volta che hanno voglia di sesso, e nello stesso tempo tanto mascoline da non pensare di dover rinunciare ai propri bisogni erotici quando c'è la possibilità di soddisfarli, pagando.
Esiste insomma una certa figura di donna, che non è certo un ideale di equilibrio nella vita reale (stressata, volitiva, senza affetti ma incapace di riconoscerlo, lavorodipendente, in competizione con modelli maschili), ma che nella vita erotica può certamente impersonare uno stereotipo stuzzicante. Bella, ricca, di successo, capricciosa, abituata a comandare, a prendere ciò che vuole, con stima ma anche con decisione, senza lasciare spazio a capricci e a ripensamenti... Una sorta di dominatrice e padrona in versione light. L'uomo che si mette nelle sue mani prova il piacere di essere comandato da una donna, senza l'ansia di un gioco sadomaso che potrebbe turbarlo.
L'intensità delle emozioni qui è data anche da elementi esterni, lo straniamento di essere portato in posti nuovi (senza sapere in anticipo quali), senza poter indovinare il programma della giornata o della serata. Un'unica cosa è chiara: lui deve obbedire. È una gradevole sensazione di alleggerimento di responsabilità (e infatti questo gioco spesso piace agli uomini giovani, che non hanno grandi problemi ad abbandonare per un po' il ruolo maschile tradizionale, o al contrario agli uomini troppo abituati a comandare, che trovano in questa fantasia un momento di compensazione).
Anche a letto, è rilassante essere agli ordini della compagna, non dover sforzarsi di percepire i suoi più intimi desideri ma, al massimo (come nel caso di Davide e Clara), quelli del personaggio che lei ha inventato (ma in questo caso la donna è molto più collaborativa, ha ben chiaro il suo obiettivo e regala indizi più leggibili di quando, nella realtà, si aspetta che l'uomo amato sappia leggerle dentro).
Per la donna, questo gioco è divertente perché le permette di portare alla luce una certa voglia di dirigere il gioco, di soddisfare capricci a volte ignorati dal compagno, di far emergere un lato del carattere più deciso e maschile, una piacevole novità.
Ma torniamo a lui. La consegna di posporre i propri desideri può aprire nuovi orizzonti a chi normalmente si preoccupa solo di sé: anche dedicarsi al piacere di un'altra persona può essere estremamente appagante. Il fatto poi di essere ridotti a puri oggetti sessuali da un lato gratifica gli uomini, dall'altro fa loro apprezzare maggiormente il fatto che nella vita reale la compagna non si comporti così, e che si tratti solo di un gioco.
È fondamentale delimitare bene il tempo della fiction, e magari, com'è successo a Davide, ottenere delle rassicurazioni di sentimenti e di dolcezza prima di cominciare, e subito dopo. La maggior parte degli uomini, per sottolineare che rinunciano alla guida e al controllo per loro scelta, e per non abdicare del tutto al loro ruolo virile, pagano loro tutte le spese della sceneggiata (non indifferenti, perché ci sono viaggi, alberghi, cene eleganti), dando in anticipo alla donna i soldi con cui lei «li comprerà».

|