È molto dolce, molto intimo, e nello stesso tempo potente e sensuale questo gioco, che affonda le radici in un romantico passato vittoriano che non è esperienza diretta di nessuno dei due, e quindi sul quale entrambi non si fanno scrupolo a ricamare. Caratteristica del gioco è mescolare sensazioni opposte, però con gentilezza e tenerezza. E allora lei riesce a sentirsi persino romantica nel suo camicione, nel sentire la stoffa sulle gambe mentre si allunga sul letto (qualche volta, per potenziare la sensazione di passato e di romanticismo, soprattutto per lui che è nudo sul letto, usa delle vecchie lenzuola di lino della nonna). Ma il romanticismo è subito negato dalla constatazione della realtà: è esposta nei suoi punti più segreti, che deliziosa vergogna! Qualsiasi movimento faccia, è offerta alla vista di lui. Questo solletica sia il suo pudore sia il suo esibizionismo, oltre ovviamente al voyeurismo del marito, che si vede la donna offerta e vulnerabile.
Forse la cosa più difficile da spiegare, e comprensibile solo intuitivamente, è perché lei, combinata in questo modo, si senta «nelle mani» di lui, esattamente come se le fossero impediti i movimenti: potenza delle emozioni intime, che riescono a paralizzarla...
Se la vista è ben sollecitata, altrettanto però si può dire del tatto. Tutto il resto del gioco si concentra sulle sensazioni di pelle. E dunque le stimolazioni attraverso il lenzuolo, alternate a quelle sulla pelle nuda, con l'ausilio di piume, sciarpe di seta, ghiaccio o liquidi caldissimi.
Un lunghissimo omaggio a lei, dunque, che non può che esserne deliziata e gratificata, e nello stesso tempo un gioco che valorizza l'abilità dell'uomo, al quale ogni gemito della compagna, ogni esclamazione di sorpresa, giunge come il più gradito dei complimenti.
È un gioco che si può provare anche a ruoli invertiti: in questo modo ha ovviamente meno richiami «storici» alle spalle, ma se lei si dà da fare, può essere ugualmente piacevolissimo...

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