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Speciale Sesso felice

 







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D.ssa Emmanuelle Armani?


 

Ah, le ballerine! Capaci di rapire il cuore degli uomini più incorruttibili... Specialmente quelle che ballavano il can-can! La ballerina è ovviamente un mito erotico intramontabile, irresistibile praticamente per tutti gli uomini. Solo che alcuni si accontentano di guardare queste meravigliose creature da lontano, in qualche film d'annata o in qualche spettacolo ormai difficile da trovare e prenotare: il Moulin Rouge esiste ancora, ma sono pochi gli altri spettacoli che possano essergli messi a confronto. E il vero amante delle ballerine di un tempo non può certo accontentarsi della triste rappresentazione, nei balletti televisivi, di un erotismo estremamente povero rispetto a quello, ben più raffinato, di allora.

Altre persone, come Dario, 55 anni, sono più fortunate: hanno una donna che balla e si esibisce per loro. E così lui e la sua compagna Patrizia hanno inventato un gioco con regole tutte loro, che però potrebbero piacere anche ad altre coppie. Questo gioco mescola il mito della ballerina ad altri momenti tipici dell'erotismo, come la spiata dal buco della serratura. Ed è all'inizio uno spogliarello alla rovescia... Infatti Dario non si accontenta di vedere la donna ballare, e di sapere che dopo potrà corteggiarla come una vera ballerina. No, lui vuole anche spiarla nelle fasi iniziali della sua preparazione, mentre «nel suo camerino» infila il busto, aggiusta le calze, indossa la sottogonna e la gonna, mette le scarpe... Insomma, mentre compie tutti quei piccoli deliziosi gesti di vestizione che mandano in sollucchero gli uomini. Ma per colmo di delizia, lui non assiste a questi gesti: li spia, li ruba, almeno per finta. E dunque la donna si muove nel suo «camerino», uno spazio ricavato per l'occasione dietro gli armadi della camera da letto e attrezzato con grandi specchi, che normalmente viene usato come guardaroba ma che, addobbato con stoffe, profumi, piume e oggetti vari, crea un'atmosfera di piccante intimità. Il camerino non è provvisto di porta, e dunque diventa un po' difficile spiare dal buco della serratura.

Ma Dario non si è perso d'animo: perché rinunciare a uno stimolo così erotico? Dunque ha costruito una specie di paravento nero, al centro del quale ha ricavato un buco sagomato, fatto appunto con la forma della toppa di una chiave: solo è un po' più grande, per ottenere una visione più comoda. E davanti a questo buco-simbolo (già di per sé eccitante) Dario s'inginocchia (il vero vouyeur è furtivo, e dunque mettere lì una comoda sedia stonerebbe) e spia la donna che compie il magico rito della vestizione, lo «spogliarello al contrario». Patrizia, molto paziente, è al corrente dei gusti del compagno, e anche delle sue immagini erotiche preferite: sa bene in che pose fermarsi quel secondo di più, perché sono le sue favorite. E dunque si veste girando intorno a una sedia, appoggiando un piede sulla seduta per agganciarsi le calze, mostrando la bella schiena mentre si stringe il busto, e così via. Sa di essere osservata: lo spettacolo è in realtà già incominciato... E allora via con i vestiti, il trucco, i profumi!

E alla fine è abbigliata come una vera ballerina di can-can. Presto si esibirà sul «palco», ovvero una pedana che l'industrioso marito ha piazzato nell'ampio ingresso di casa, allestito come un teatrino, con tendaggi e fiori. Per colmo di realismo, Dario ha registrato una cassetta con i rumori appropriati, che mima la concitazione prima dello spettacolo, il brusio del pubblico, la voce di qualcuno (in realtà è sempre la sua, contraffatta) che dice che «lo spettacolo sta per cominciare, le ballerine devono prepararsi...». Cosa non si fa per amore? Patrizia ha imparato a ballare il can-can. Non è stato difficile, perché è una donna agile, che ha fatto ginnastica artistica per gran parte della sua vita. Balla per lui, si esibisce, ci prende gusto.

Il suo can-can non è proprio quello classico (del resto si tratta di un ballo collettivo, non avrebbe senso cercare di rifarlo proprio uguale da sola), ci sono delle modifiche che lo rendono più facile, ma lei comunque non risparmia nulla in sorrisi, ammiccamenti, gesti di saluto (con lui ha visto talmente tanti vecchi film che trovare l'ispirazione non è stato difficile). Dario è contento, non protesta per le modifiche, inebriato da tutto il contesto. E sorride: questa creatura deliziosa, questo mito dell'erotismo, che sgambetta sul palco per lui, alla fine dello spettacolo si lascerà prendere per mano, accetterà i suoi complimenti, la sua corte, il suo amore, il suo corpo...




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