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Speciale Sesso felice

 







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D.ssa Emmanuelle Armani?


 

Qualche volta, le idee per i giochi erotici nascono dagli spunti più semplici. Chi non conosce la famosa pubblicità di una nota marca di cioccolatini, in cui una bella e raffinata (per i canoni televisivi) signora in giallo dice all'autista Ambrogio che sente "un certo languorino", che ha voglia di "un certo non so che"...

Praticamente nessuno degli spettatori ha potuto fare a meno di pensare che nelle parole della donna vi fossero dei chiari doppi sensi erotici. E quanti uomini avranno fantasticato di essere nei panni di Ambrogio?

Qualcuno, come Valerio, un notaio cinquantenne, ha pensato di recitare questa scena con l'aiuto di Michela, la sua mogliettina bellissima e più giovane di 15 anni, che lo aiuta nel suo studio.

La coppia ha studiato il copione nei dettagli, esilarata dal fatto che questa fantasia rovescia i ruoli gerarchici che hanno nella vita reale, in cui lei è sempre ai suoi ordini.

La coppia, che non ha certo difficoltà economiche, ha deciso di fare le cose in grande. Lui deve essere un autista? Allora guiderà una bella macchina, diversa per ogni giorno in cui decidono di giocare: Mercedes, Volvo, Saab, Chrysler e così via. (Le macchine le prendono a noleggio, per il piacere di cambiarle e per non giocare le loro fantasie su quella vecchiotta di tutti i giorni, usata per gli spostamenti di lavoro, che ha per entrambi un'aria troppo familiare).

Lui indossa una divisa: ha mandato la colf a comprarla, sostenendo di aver assunto un giovane - guarda caso con la sua stessa taglia - per guidare l'auto e fingendo in seguito di aver cambiato idea. Si cala nel personaggio: obbediente, ossequioso, un po' stile maggiordomo inglese, pronto a tutto per la sua padrona e nello stesso tempo capace di nascondere le pulsioni e i sentimenti suscitati in lui da una donna così bella.

Lei sceglie dei bei vestiti elegantissimi e molto raffinati (anche questi abiti sono speciali per la sceneggiata, e lei rinuncia a usarli nella vita quotidiana). Si trucca con cura, mette i suoi migliori gioielli, incolla unghie finte curatissime e lunghe (di solito le porta corte, per poter battere al computer senza problemi), e sceglie la biancheria intima più provocante. Ma soprattutto prende un'aria un po' snob, annoiata, viziata. Sa che starà a lei sedurre l'autista, ma così, un po' per gioco, come l'ennesimo capriccio di una bella donna dalla vita troppo vuota, oppure con la volubilità cattiva di una nobildonna che tratta con un "inferiore".

Lo chiama, gli comunica l'orario in cui vorrà essere scarrozzata. Qualche volta, con malizia, lo costringe a rinunciare a un impegno della vita reale: poiché conosce la sua agenda, non lo convoca quando ha un incontro serio di lavoro, ma lo costringe a spostare l'appuntamento dal barbiere, dal dentista e così via, con scuse assurde. Lui però lo fa volentieri: è il primo passo per mettersi al suo servizio, il primo gesto di sottomissione.

Sono in macchina, e lei, ovviamente seduta dietro, gli fa fare giri per la città, lunghi e inutili, ma panoramici. A volte, con aria volubile, gli dice: "Portami a spasso", ma se il percorso non è di suo gradimento, lo critica senza problemi, con arroganza.

In genere fa sì che arrivino in quartieri dove nessuno li conosce. Lo fa fermare davanti a un caffé, entra, si siede al tavolino e sorseggia con tutta calma il suo tè, mentre lui, paziente, aspetta i suoi comodi.

A volte, risalita in auto, finge di parlare al cellulare con un corteggiatore.

Simula una chiacchierata intima con dettagli erotici che stuzzichino il povero autista, trattato come un robot senza pulsioni e reazioni. Ma il suo divertimento più grande è fingere di parlare al telefono con un'amica: in questo caso è tutta risatine, ammiccamenti, battutine sul sesso, sulla propria biancheria, sui propri desideri di "un uomo vero, finalmente, uno che ti prenda senza tante storie...".

Il copione qui può avere svolgimenti diversi: qualche volta lei chiede all'autista di portarla in un luogo isolato, e qui gli dice che ha voglia "di un certo non so che...", oppure gli ricorda che tra i suoi compiti c'è quello di aiutarla, e visto che le si è slacciato il gancetto del reggicalze...

Altre volte è provocante e spudorata, e chiede all'autista che effetto gli fanno le sue chiacchierate, gli domanda se è eccitato, che cosa sente esattamente, impedendogli di svicolare, esigendo una risposta rispettosa ma reale.

Altre volte ancora inizia a spogliarsi sul sedile di dietro, magari si sfila gli slip e li butta davanti, con noncuranza, provocandolo, e poi riprende con voce flautata a chiamare: "Ambrogio, Ambrogio"...

In comune, i vari finali hanno sempre il fatto che l'amore tra l'autista la nobildonna si consuma: la distanza è annullata, i languori della signora hanno vinto.




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