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PER ESEMPIO
Anne Zehren ha 39 anni ed è l'editore della
rivista Teen people. Nel suo ufficio di New York riceve
dai 60 agli 80 messaggi al giorno. Per la sua azienda
ha varato un veloce vademecum, quattro regolette a
cui tutti i dipendenti devono attenersi. 1. Se nel
messaggio devi scrivere più di due frasi, è
più semplice e veloce telefonare direttamente
all'interlocutore. 2. Meglio non fissare appuntamenti
via e-mail. 3. Non inviare e-mail a un collega, se
questo non è più distante della stanza
accanto. 4. Tieni sempre presente che non puoi dare
per certo che una persona sia stata informata di qualcosa
solo per il fatto che le hai inviato un messaggio.
E se non lo avesse ricevuto, o si fosse dimenticata
di leggerlo?
Marco Scibora ha 48 anni e guida la Advanced communication
design, società di Minneapolis (Maryland, Usa).
Nella sua casella arrivano dai 50 ai 60 messaggi al
giorno. Per lui, la maniera migliore per tenere sotto
controllo la posta è invitare i dipendenti
a inviare brevi e semplici messaggi. Se non trova
nulla d'interessante nelle prime tre frasi, passa
direttamente a quello successivo. I mittenti sono
avvisati. E che stiano in guardia: emoticon (i faccini
tristi o sorridenti, per intenderci), acronimi o espressioni
troppo confidenziali non sono i benvenuti.
La regola, del resto, dovrebbe valere anche per
le comunicazioni telefoniche: chiare e concise è
meglio.
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