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Casa degli orologi

 


 
Dimmi che orologio sei

Guardando al polso di una persona si possono penetrare e scoprire gli aspetti più nascosti della sua mente. Quadranti e lancette comunicano vere e proprie visioni del mondo
di Silvana Dellera

Quando il corpo trascura d'essere e il cuore d'amare, il tempo trascura di vivere. Noi perdiamo il paradiso... Ecco perché l'orologio rappresenta il nostro paradiso segreto, il nostro particolare modo di essere al mondo. Osservare l'orologio di un uomo significa scoprire molto di lui, penetrare nei lati più nascosti della sua mente e del suo inconscio. L'orologio rappresenta la misteriosa linea di confine che unisce e separa il tempo vissuto e il tempo reale. Perché lo si indossa al polso? Perché la vena segreta che qui appena traspare ritma l'individualità dello spirito. «È un uomo di polso», si dice nel linguaggio corrente. Ma anche: «È una donna di polso» o «dal polso gentile». Il polso è il nostro cuore periferico, l'ultima parte del corpo che può dare o trattenere, fermarsi o agire, amare o colpire. Non a caso l'orologio si porta a sinistra. A destra può suggerire la necessità o la volontà del soggetto di prendere le distanze dal sentimento e dalla passione a favore della sfera pragmatica e razionale. Il tempo scandito dalle lancette coordina i nostri palpiti di vita, rende possibile il comprenderci e il comunicare gli uni con gli altri. Ci eleva a un punto di vista superiore che armonizza le visioni unilaterali e, se pur sempre relativo, allarga il nostro sperimentare a un più esteso campo di esperienza.


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