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i 1.200
Migliori d'Italia, di Francia e del resto del mondo.
Questa
guida, prima nel suo genere in Italia, costituisce
una bussola preziosa per orientarsi con sicurezza
e oggettività nel mare magno dell'enologia.
Oltre alla classifica delle prime 50 etichette nazionali,
presenta infatti i migliori 1.000 vini italiani, i
migliori 100 francesi e i migliori 100 del resto del
mondo.
Per ogni vino si riporta il voto delle cinque più
importanti guide italiane, Gambero Rosso, AIS, Veronelli,
L'Espresso e Maroni, ottenuto con un complesso lavoro
di trasduzione, cioè di conversione in numeri
decimali dei punteggi attribuiti secondo parametri
diversi, dai calici ai soli. Cui va aggiunto il voto
di Class, che si basa sulla media di punteggi delle
guide ma è arrotondato per difetto o per eccesso
dal curatore in base alla sua personale ma imparziale
valutazione.
La prima cosa che balza agli occhi di chi analizza
questo complesso mondo dell'enologia di qualità
è l'eterogeneità dei giudizi. Molti
vini osannati da alcune guide sono ignorati o non
adeguatamente premiati da altre: segno che i criteri
di valutazione sono difformi e molto personali. Basti
pensare che della stessa etichetta a volte si prende
in esame un'annata più vecchia, altre una più
recente. In vino veritas.
Tranne rarissime eccezioni (attribuibili al curatore,
che non ha voluto escludere vini a suo parere di forte
personalità), la selezione è basata
sulla presenza dei vini in più guide. È
stata data priorità al giudizio di quelle più
diffuse e autorevoli, in primis Gambero Rosso, poi
AIS e quindi Veronelli. Allo stesso modo, per le bottiglie
francesi ci si è basati su Gault & Millau,
Hachette, Bettane e Desseauve, Dussert e Gerber, con
le integrazioni dei giudizi di Robert Parker di Wine
Advocate, mentre per gli altri vini stranieri i riferimenti
sono Parker e Wine Spectator con l'integrazione per
l'Austria di Gault & Millau e di Falstaff.
Il quadro delineato dalla disamina dell'enologia italiana
all'inizio del 2003 è abbastanza preciso. Emerge
il primato della Toscana, che s'impone grazie ai numerosi
Brunello di Montalcino di grande valore, agli straordinari
Chianti Classico (specialmente le riserve), ai morbidi
Nobile di Montepulciano e ai tanti cosiddetti Supertuscans,
ottenuti da sangiovese o vitigni internazionali. Tiene
molto bene il Piemonte, con vini come il Barolo e
il Barbaresco, tallonati dai numerosi Barbera di nobile
lignaggio. Per il resto, appare in crescita il fenomeno
Amarone della Valpolicella, e si conferma il primato
dei vini bianchi friulani e degli spumanti di Franciacorta,
da molti ormai definita la piccola Champagne italiana.
Infine, colpisce il balzo di qualità dei vini
delle regioni meridionali, come i generosi siciliani,
gli Aglianico del Vulture e gli eterogenei vini campani.
L'obiettivo appare centrato: offrire in un solo volume
agile e facilmente consultabile il meglio dei vini
di tutto il mondo secondo l'ampio panorama di numerose
guide. Appunto la Guida delle guide.
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