Quando si parla di malattie reumatiche e della loro diffusione (sono la patologia più frequente, in Italia),
forse non si ha ben chiara la composizione anche qualitativa di un arcipelago di malanni che vanno dal banale reumatismo, di cui tutti possiamo soffrire, all'artrite reumatoide, alle artrosi deformanti e via soffrendo. Responsabili di costi sociali enormi (molte migliaia di miliardi tra farmaci e giornate di lavoro perdute), le malattie reumatiche forniscono anche molto filo da torcere alla ricerca scientifica, che si ritrova a combattere contro un'idra dalle cento teste, vista la pluralità delle manifestazioni di queste patologie. Le cause possono essere le più diverse, dall'infiammazione di un'articolazione allo stress, le conseguenze vanno dai dolori lancinanti a parziali invalidità. Per riconoscere e fronteggiare un'infiammazione in arrivo o in corso, si fa anche ricorso alla risonanza magnetica sull'articolazione interessata, mentre quando l'infiammazione ha già danneggiato la cartilagine dell'articolazione, i rimedi sono pochi, ma si stanno studiando soluzioni di grande interesse. Una di queste è il prelievo di cellule di cartilagine dal paziente, la loro coltivazione in provetta e il reimpianto nell'articolazione da riparare. Bioingegneria avveniristica. Sì, ma pare funzioni: al Gaetano Pini di Milano ci stanno lavorando da anni.
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Gianfilippo Bagnato
Stefano Bombardieri
Marco Amedeo Cimmino
Maurizio Cutolo
Flavio Fantini
Silvio Ferri
Walter Grassi
Mario Antonio Magaro'
Lucio Mattara
Salvatore Minisola
Vittorio Modena
Carlomaurizio Montecucco
Raffaele Pellerito
Giuseppe Perpignano
Umberto Serni
Silvano Todesco
Francesco Trotta
Gabriele Valentini
Guido Valesini
Massimo Zoppi
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