Il diabete è una delle malattie più invalidanti e diffuse d'Italia. Colpisce non meno del 3-4% della popolazione,
che vuol dire circa 2,5 milioni di persone. Ma è soltanto la punta dell'iceberg: gran parte dei diabetici non sa di esserlo, non si sottopone ai controlli necessari per accertarlo (basta un'analisi del sangue) e, quando la patologia si manifesta, si trova a dover affrontare problemi di una certa gravità. Il diabete è provocato da uno squilibrio di zuccheri nel sangue, che può essere di origine genetica (diabete di tipo 1) o acquisito, spesso anche con un'alimentazione sbagliata (tipo 2). I sintomi sono: malesseri, stordimento, pressione elevata, stimolo a urinare spesso. Le conseguenze, se il problema non viene adeguatamente affrontato, possono essere assai severe: iniezioni quotidiane d'insulina (aiuta il pancreas a riequilibrare gli zuccheri nel sangue), alimentazione molto controllata, esami periodici, una cura attenta del sistema cardiocircolatorio. Per fortuna, la scienza e la ricerca hanno studiato farmaci e ritrovati che consentono di affrontare il diabete con molta più serenità di un tempo. In Italia, in particolare, esiste una grande scuola di diabetologia (il professor Guido Pozza del San Raffaele di Milano ne è stato uno dei fondatori e antesignani in campo internazionale), diffusa su tutto il territorio nazionale.
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Francesco Beguinot
Emanuele Bosi
Paolo Brunetti
Fabio Capani
Antonio Ceriello
Marco A. Comaschi
Gerardo Corigliano
Domenico Cucinotta
Francesco Dammacco
Stefano Del Prato
Paolo Fumelli
Dario Giugliano
Franco Meschi
Leonardo Pinelli
Antonio E. Pontiroli
Massimo Porta
Gabriele Riccardi
Marco Songini
Marco Tagliaferri
Patrizio Tatti
Umberto Valentini
Giacomo Vespasiani
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