A meno che non riappaia dal fondo di qualche laboratorio, in mano a uno scienziato folle,
il vaiolo è l'unica malattia infettiva che il mondo ha decisamente sconfitto. Ma il contraltare è pesante: nuove infezioni sono arrivate, alcune totalmente o quasi sconosciute (basti pensare all'allarme destato alcuni anni fa dal virus Ebola, in Africa), altre sono riapparse anche in zone, come l'Italia, che se ne credevano esenti, vedi la malaria. Riapparsa, anche se in casi molto limitati, è anche la tubercolosi, probabilmente rientrata dalla finestra di flussi migratori incontrollati (e incontrollabili), che si sono portati dietro ceppi di batteri difficili da combattere, perchè molto resistenti, con i farmaci antitubercolari tradizionali. Ma il nome che ha segnato maggiormente questi ultimi decenni e costretto gli infettivologi a ricerche affannose, almeno per controllarne le conseguenze, è stato certamente l'Aids. Il virus, in Italia, ha già colpito oltre 50mila persone in una quindicina d'anni, ma è fortunatamente in grande regresso, sia per la martellante azione preventiva che è stata svolta (uso del profilattico, siringhe monouso eccetera), sia per la scoperta e l'introduzione di terapie combinate tra farmaci che la ricerca ha reso possibili.
|

Vincenzo Abbadessa
Andrea Antinori
Antonietta Cargnel
Francesco Chiodo
Raffaele D'Amelio
Teresa Ferraro
Renato F.Frongillo
Massimo Galli
Pietro Luigi Garavelli
Raffaella Giacchino
Egidio Izzo
Adriano Lazzarin
Francesco Leoncini
Francesco Menichetti
Lorenzo Minoli
Mauro Moroni
Giuseppe Pastore
Fabrizio Pregliasco
Fredy Suter
|
|